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Il testo integrale e il Comunicato del Garante Infanzia

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, il disegno di legge che conferisce al Governo la delega a ridefinire il quadro della giustizia civile in Italia.

Il testo del disegno di legge delega approvato si propone di riformare organicamente il processo civile secondo parametri di maggiore efficienza e specializzazione.

Le ragioni e le finalità dell’intervento possono essere così sintetizzate:

migliorare efficienza e qualità della giustizia, in chiave di spinta economica, dando maggiore organicità alla competenza del tribunale delle imprese consolidandone la specializzazione;

rafforzare le garanzie dei diritti della persona, dei minori e della famiglia mediante l’istituzione di sezioni specializzate per la famiglia e la persona;

realizzare un processo civile più lineare e comprensibile;

ridurre i tempi del processo mediante la revisione della disciplina delle fasi di trattazione e di rimessione in decisione.

Rafforzamento del Tribunale delle imprese

Uno dei punti più significativi del provvedimento è la valorizzazione dei positivi risultati raggiunti dalle Sezioni Specializzate in materia di impresa. La delega, infatti, mantiene inalterato il loro numero, ne cambia la denominazione in Sezioni specializzate per l’impresa e il mercato e, soprattutto, amplia l’ambito di loro competenza alle seguenti ulteriori materie:

controversie in materia di concorrenza sleale, anche se non interferenti con l’esercizio dei diritti di proprietà industriale e intellettuale;

controversie in materia di pubblicità ingannevole;

azione di classe a tutela dei consumatori prevista dal codice del consumo;

controversie relative agli accordi di collaborazione nella produzione e nello scambio di beni o servizi e relativi a società interamente possedute dai partecipanti all’accordo;

controversie societarie relative (anche) a società di persone;

controversie in materia di contratti pubblici di lavori, servizi o forniture, rientranti nella giurisdizione del giudice ordinario.

La maggiore organicità della competenza per materia definirà più puntualmente il ruolo di queste Sezioni specializzate nel sistema della giustizia civile italiana, anche nella prospettiva di fare recuperare all’Italia posizioni nel ranking enforcing contracts della Banca mondiale.

Tribunale della famiglia e dei diritti delle persone

Altro importante profilo del provvedimento è la realizzazione di una Sezione specializzata per la famiglia, i minori e la persona con competenza chiara e netta su tutti gli affari relativi alla famiglia, anche non fondata sul matrimonio, e su tutti i procedimenti attualmente non rientranti nella competenza del Tribunale per i minorenni in materia civile.


In tal modo, il vigente assetto di competenza del Tribunale per i minorenni viene integrato dalle competenze specializzate del tribunale ordinario in materia di famiglia e della persona


Si prevede inoltre l’impiego, all’interno delle sezioni specializzate, della professionalità di tecnici formati nell’esperienza del tribunale per i minorenni, una risorsa importante da valorizzare nell’ambito di una struttura processuale dai contorni certi e gestita da giudici togati.

Riforma del Processo civile

La delega prevede inoltre interventi per assicurare anche una riduzione dei tempi processuali in primo grado, in appello ed in Cassazione nella consapevolezza che, allo stato, il codice civile italiano prevede una serie di tecnicalità tali da rendere il rito faticoso e a volte non prevedibile nei suoi tempi. L’obiettivo della delega è invece quello di tornare a fare della durata del processo e della sentenza esiti assolutamente naturali e prevedibili.


In relazione alle singole fasi processuali si prevede quindi di riformare così il processo:

Primo grado

Revisione della fase di trattazione e discussione, anticipando gli scambi di memorie per consentire di avere il quadro completo della lite alla prima udienza. Viene fissato un principio di delega per razionalizzare i termini processuali e semplificare i riti processuali mediante la omogeneizzazione dei termini degli atti introduttivi.

Appello

Potenziamento del carattere impugnatorio dell’appello anche attraverso l’assestamento normativo e la stabilizzazione dei recenti orientamenti giurisprudenziali. Maggiore chiusura alle nuove domande, eccezioni e prove.

Ricorso per Cassazione

Interventi sul rito davanti alla Corte di Cassazione, nel segno di un uso più diffuso del rito camerale e nella prospettiva, possibile, di una riforma costituzionale che veda inseriti in un organo giudiziario supremo giudici oggi appartenenti ad altre magistrature, ovvero che veda attribuire ad una corte riformata controversie oggi regolate sulla base della doppia giurisdizione. In tale prospettiva, si potrebbe individuare un modello pressoché unico di processo civile supremo.

Con la delega vengono ulteriormente introdotti:

il principio di sinteticità degli atti di parte e del giudice: i testi degli atti giudiziari devono essere agevolmente compresi dalle parti e devono avere per oggetto i termini essenziali delle controversie e delle ragioni per le quali il giudice ha reso la sentenza condannando l’una o l’altra parte.

il criterio di adeguamento delle norme processuali al processo civile telematico.

Il provvedimento approvato aveva già avuto un primo passaggio in Consiglio dei Ministri nell’ambito del più ampio pacchetto di provvedimenti relativi alla riforma della Giustizia: la delega, infatti, arricchisce ed integra il decreto legge sull’arretrato civile (definitivamente approvato dal Parlamento), nonché le norme contenute nella disciplina sulla responsabilità civile dei magistrati (vicina al voto finale alla Camera) e nella riforma organica della magistratura onoraria (attualmente incardinata al Senato).
Con l’approvazione del Consiglio dei Ministri si completa l’arrivo in Parlamento di tutti i provvedimenti legislativi della Riforma della giustizia presentati dal governo il 29 agosto scorso (6 disegni di legge e un decreto).

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SPADAFORA: IL MINISTRO ORLANDO CHIARISCA LE DECISIONI PRESE SULLA GIUSTIZIA MINORILE E SUL FUTURO DEI TRIBUNALI DEI MINORENNI. SPERO NON SIA UN ARRETRAMENTO DI CIVILTÀ.

“Siamo allarmati e preoccupati per le notizie che leggiamo sul sito del Governo riguardo alla riforma della Giustizia minorile. Non c’è chiarezza né sulla sostanza del disegno di legge delega, né sugli effetti che questa potrebbe avere sulla vita di migliaia di famiglie, di bambini e ragazzi. Spero non sia un arretramento di civiltà e venga garantita la salvaguardia dei diritti”.

Non usa mezzi termini Vincenzo Spadafora, Garante per l’infanzia e l’adolescenza. “La notizia, appresa attraverso un comunicato e letta sul sito governativo, non chiarisce infatti i termini del provvedimento.“

L’Authority, pur avendo ripetutamente richiesto il testo del Disegno di legge in questione mentre era ancora in preparazione, non si è potuta esprimere nel merito prima della sua approvazione. Eppure, la legge istitutiva dell’Authority stabilisce che possa “esprimere pareri al Governo sui disegni di legge del Governo medesimo nonché sui progetti di legge all’esame delle Camere e sugli atti normativi del Governo in materia di tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” (art. 3 comma 3).

Da mesi, l’Authority lavora con Garanti regionali, associazioni, giuristi, esperti per formulare proposte di modifiche normative, anche sulla scorta delle molte segnalazioni ricevute. Spadafora ha anche incontrato il Ministro Andrea Orlando, presentando proposte e invitando al rispetto del principio di leale collaborazione tra le istituzioni.

Il Garante Spadafora vuole dunque conoscere nei dettagli cosa contenga il Disegno di legge: “Chiedo al Ministro Orlando di sapere quanto prima i contenuti del provvedimento approvato martedì 10 febbraio dal Consiglio dei ministri”.