10696214_826383504122862_8314127427093375049_nPubblichiamo l’intervista alla presidente del Cismai Gloria Soavi in cui si fa il punto sui traguardi raggiunti nelle giornate del 15 e 16 maggio (presentazione a Montecitorio dell’Indagine sul maltrattamento e del documento della commissione consultiva sul maltrattamento) e si rilascia qualche anticipazione sui contenuti del convegno che Cismai terrà ad Expo il 9 ottobre, dedicato a maltattamenti all’infanzia e disturbi alimentari.

Il 15 e il 16 maggio sono state giornate molto importanti per il Cismai: quali, dal suo punto di vista, le soddisfazioni più grandi?

Il 15 maggio è stata una giornata veramente speciale: la presentazione a Montecitorio dell’Indagine sul maltrattamento e del documento della commissione consultiva sul maltrattamento è stato un grande traguardo per il Coordinamento, che ha partecipato attivamente ai due progetti patrocinati e sostenuti dall’Autorità Garante. Questo traguardo ha di nuovo sancito la capacità di apporto scientifico della nostra associazione e le sinergie che in questi anni abbiamo costruito per ottenere risultati importanti, che avranno una ricaduta culturale e che sono punti di riferimento preziosi per chi lavora per proteggere e curare i bambini maltrattati. E’ il coronamento degli sforzi di tanti operatori che ci credono e continuano a dedicare tempo, energie e competenze per migliorare la condizione dell’infanzia nel nostro Paese.

Anche l’assemblea del 16 è stata un’occasione importante: abbiamo condiviso con i soci i risultati raggiunti: la formazione di nuove commissioni scientifiche che porteranno nuovi apporti e indicazioni operative su temi come la protezione dei bambini nelle separazioni conflittuali, la prevenzione del maltrattamento e le vittime e gli autori minorenni dell’abuso on line. Tutti temi attuali che interrogano nel quotidiano gli operatori che si occupano della protezione e della cura dei bambini.

Un altro traguardo raggiunto è stato l’approvazione della dichiarazione di consenso in materia di abuso sessuale, che darà indicazioni operative su questo complesso fenomeno. Insomma, giorni estremamente positivi che fotografano un Cismai attivo, produttivo e propositivo, che tra l’altro è in continua crescita: i servizi e i centri associati sono quasi 100, e questo è la dimostrazione che stiamo lavorando nella direzione giusta.

Il 15 maggio sono stati presentati i dati della prima indagine epidemiologica sul maltrattamento all’infanzia, realizzata da Cismai in collaborazione con Terre des Hommes: quali dati l’hanno colpita di più, in negativo e in positivo?

L’indagine è una miniera preziosa che, oltre a fornire dati raccolti con un metodo rigoroso e finalmente confrontabili con quelli delle altre nazioni, aiuterà gli operatori nel loro lavoro. La situazione che è emersa conferma, nella sostanza, quella della ricerca precedente ma su un campione più vasto, e questo mi porta a fare questa considerazione: il numero dei bambini e delle bambine che vivono situazioni di maltrattamento è veramente impressionante, tenuto conto, come ben sappiamo, che questo è solo quel che arriva all’attenzione dei servizi e che tantissimo è ancora il sommerso.

Non è solo un’ipotesi: sappiamo che l’Oms Europa ha affermato, e sono stime prudenziali che, su 1 caso segnalato, 9 non arrivano all’attenzione dei servizi. Il dato che mi ha colpito maggiormente è quello della violenza assistita, che si attesta sul 19%, e del maltrattamento psicologico, intorno al 13%. Se da una parte ciò dimostra la maggiore attenzione e capacità di intercettare queste forme di maltrattamento, dall’altra significa che il fenomeno è in aumento spaventoso e che bisogna individuare strumenti di prevenzione più accurati e attrezzarsi sempre di più nelle forme di cura di questi bambini.

Il dato sull’abuso sessuale, che si attesta intorno al 4,2 %, mi fa osservare, come è stato sottolineato, quanto esso sia notevolmente inferiore a quello europeo e dei paese anglosassoni, dove gli strumenti di rilevazione sono più efficaci, e concordo col fatto che in Italia sia ancora molto difficile effettuare una rilevazione accurata e un riconoscimento di questa gravissima forma di maltrattamento. Ci sono ancora, purtroppo, forti atteggiamenti culturali che portano a negarlo e a minimizzarlo.

Cosa dovrebbe fare, a suo avviso, il Governo italiano per migliorare la condizione dei minori maltrattati in Italia e per andare incontro a chi lavora per la loro tutela?

Molte sono le cose che da anni vengono richieste da più parti, in primis, investire risorse sulle politiche a favore dell’infanzia maltrattata. Il Governo dovrebbe investire nella prevenzione, sensibilizzando e formando gli operatori socio-sanitari a intercettare l’abuso fin dai primi anni di vita dei bambini: abbiamo dati certi, come ha dimostrato la ricerca dei costi sulla non tutela (Cismai, Terres des hommes; 2013), su quanto sia estremamente costoso a livello economico per lo Stato intervenire sulle conseguenze del maltrattamento piuttosto che prevenirlo. Senza dimenticare i costi personali delle vittime, che spesso non sono curate in maniera precoce ed efficace e pagano questo disservizio con traiettorie di vita problematiche e dolorose.

Il tema della cura è fondamentale e deve essere perseguito con forza, il Governo dovrebbe garantire l’esistenza di servizi per la cura dei traumi dei bambini e dei ragazzi maltrattati, e questo è un diritto fondamentale per chi ha subìto varie forme di violenza. Sicuramente la presenza di una regia unica che si occupi, in maniera organica, di queste problematiche sarebbe un grande passo avanti per migliorare la situazione, non in maniera frammentata come è attualmente, con competenze che sono a capo di vari Ministeri che spesso non dialogano fra loro.

Altra richiesta forte è che, oltre al recepimento delle convenzioni internazionali, vengano promulgate leggi attuative che ne rendano obbligatoria l’operatività, altrimenti le indicazioni importantissime di protezione indicate dalla Lanzarote e da Istanbul rimarranno parole su carta. E’ necessaria una struttura centrale che si occupi in maniera organica del problema, che individui le priorità per contrastare la violenza, che investa nei servizi di tutela e cura, e garantisca una formazione alle persone che quotidianamente si occupano dei bambini e dei ragazzi maltrattati. In queste richieste non siamo soli, speriamo che la politica cominci ad ascoltare e a mettere in atto dei cambiamenti.

Il 16 maggio, nel corso dell’assemblea dei soci Cismai, è stata approvata la Dichiarazione di consenso in tema di abuso e maltrattamento all’infanzia: perché questo documento è così importante?

La dichiarazione di consenso è uno dei documenti più importanti del Cismai, per l’apporto scientifico che ha portato e per la sua carica innovativa su un tema complesso come l’abuso. La prima dichiarazione era del 2001, frutto di una commissione scientifica che da anni lavorava su questo tema. La revisione era necessaria, così da aggiornarla rispetto al nuovo contesto legislativo, e sto parlando della Convenzione di Lanzarote e di Istanbul, recepite dal nostro Paese. Il risultato raggiunto dalla Commissione Scientifica formata da esperti Cismai è estremamente importante perché rigoroso nei contenuti, in linea con i contributi scientifici internazionali, e rappresenta uno strumento fondamentale per affrontare le situazioni di abuso sessuale nei vari contesti: medico, sociale, clinico, giudiziario.

La dichiarazione richiama alcuni principi fondamentali imprescindibili per affrontare l’abuso sessuale: da una parte una formazione specifica, per garantire la necessaria competenza, per una diagnosi corretta sia dal punto di vista medico che psicologico, e dall’altra un rispetto costante della vittima e dei suoi vissuti, delle esigenze di cura di un trauma così grave e invasivo. Una particolare attenzione è inoltre rivolta all’accompagnamento nel contesto giudiziario e alle procedure di ascolto dei bambini e dei ragazzi, per evitare che queste situazioni si tramutino in ulteriori contesti traumatici. Sono sicura che questo documento segnerà un passo in avanti nel dibattito su questi temi nel nostro Paese.

Il 9 ottobre vi aspetta un altro appuntamento fondamentale: il convegno dedicato a maltrattamento e disturbi alimentari che si terrà in ambito di Expo. Può darci qualche anticipazione sui contenuti?

La possibilità di organizzare un seminario all’interno di Expo ci ha dato l’opportunità di affrontare un tema importante nella comprensione degli esiti dei traumi da maltrattamento sullo sviluppo dei bambini e dei ragazzi: quello delle conseguenze del “nutrimento” nella connessione mente-corpo, e in particolare nello sviluppo dei disturbi alimentari. Abbiamo declinato questo tema su due livelli: dal punto di vista del “nutrimento” affettivo inadeguato ai bisogni di un soggetto in crescita, parlando quindi delle conseguenze di un attaccamento problematico e mettendo a fuoco quelle che sono le situazioni di rischio delle madri, come la depressione post partum; e dal punto di vista delle conseguenze sul corpo, attraverso un uso problematico del cibo, affrontando il tema dei disturbi alimentari, che specialmente in adolescenza possono rappresentare esiti dolorosi di traumi da maltrattamento.

Al convegno parteciperanno esperti nazionali che svilupperanno i vari temi, ma anche professionisti di cura ed esperienze riparative, per offrire risposte riproducibili in termini di cura sia dal punto di vista terapeutico che educativo. Si tratta di un seminario interessante che si svolgerà in una cornice unica: spero incontri l’interesse che merita.