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L’Associazione GeA – Genitori Ancòra, associazione privata di promozione sociale senza fini di lucro, è stata fondata nel 1987 per sostenere genitori e figli coinvolti in separazione/divorzio e per introdurre in Italia la conoscenza e la pratica della mediazione familiare come strumento di prevenzione del maltrattamento all’infanzia dovuto a separazioni altamente conflittuali. Nel 2011 l’Associazione GeA – Genitori Ancora è stata dichiarata da Unicef Italia “Associazione dalla parte dei bambini” per il suo “contributo alla protezione dell’infanzia dalle guerre familiari”.  Il 7 dicembre 2014 l’Associazione GeA ha ricevuto l’attestato di Benemerenza Civica dal Comune di Milano in quanto “ha assunto un ruolo di guida per tutti coloro che si impegnano a tutelare il benessere dei bambini sostenendo i genitori affinché riprendano, benché separati, la comune responsabilità di cura dei figli in un clima di collaborazione.” Nel 2018 l’Associazione GeA Genitori Ancòra ha dato il proprio contributo alla stesura della “Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori” predisposta dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

 

  1. Siamo nati per la protezione dell’infanzia e dell’adolescenza dalle guerre familiari. Lavoriamo con gli adulti (i genitori) ma, sempre e comunque, partendo dai bisogni e dai diritti dei figli. No ad ogni riforma della famiglia che non si basi su questo principio.
  2. La Mediazione Familiare è lo strumento che noi usiamo per applicare il principio del punto 1. ma il lavoro con i genitori non prescinde (lo sappiamo per esperienza ultratrentennale) dalle relazioni familiari e sociali che caratterizzano la vita loro e dei figli, dalle condizioni materiali e morali di vita. No alla riduzione della Mediazione Familiare a semplice tecnica. La Mediazione Familiare che noi pratichiamo tende a trasformare le relazioni tra padre e madre gettando le basi di una reale e duratura co-genitorialità.
  3. La Mediazione Familiare mira a responsabilizzare i genitori e ad evidenziare i vantaggi di rimanere protagonisti insieme della loro separazione. In mediazione lavorano soltanto il mediatore e i genitori. Questi ultimi dovrebbero essere assistititi da avvocati che però non sono presenti nella stanza di mediazione. Sappiamo che i genitori possono subire l’influenza delle famiglie d’origine, di nuovi partner e di tante altre fonti di informazione, ma in mediazione si prendono in prima persona la responsabilità delle loro decisioni. La co-genitorialità, che è un principio di fondo che deve essere sancito per legge, nella pratica quotidiana è il frutto di un lavoro faticoso di padre e madre che può essere facilitato anche all’interno della stanza di mediazione familiare.
  4. La suddivisione al 50% della presenza dei genitori con i figli trasforma bambini e ragazzi in “cose” che possono essere spartite tra i contendenti. I figli sono persone e come tali vanno trattati senza caricarli di alcuna responsabilità decisionale che appartiene agli adulti.
  5. Non c’è pace nella famiglia e in qualunque altro luogo se non c’è giustizia. Nella famiglia i soggetti più deboli per età, sesso, condizioni fisiche ed economiche vanno sostenuti e protetti. No a soluzioni che non tutelano la salute e la dignità di minori e genitori.
  6. La Mediazione Familiare è volontaria sempre. Una buona informazione sulla mediazione familiare è consigliabile sempre. No ad un percorso di Mediazione Familiare obbligatorio.
  7. La Mediazione Familiare è riservata e del tutto indipendente dal sistema giudiziario con cui non è in contrapposizione perché il giudizio sull’avvenire di una famiglia deve rimanere l’ultima spiaggia qualora i genitori non riescano a concordare un progetto di vita pacifico da separati. No a qualunque confusione tra Mediazione Familiare e sistema giudiziario.
  8. Il Mediatore Familiare deve essere ben formato e competente e offrire garanzie di preparazione adeguata. No a mediatori familiari nominati sul campo senza una qualificata formazione ben documentata.
  9. Tutti i figli coinvolti nelle guerre familiari soffrono fisicamente e psicologicamente per le battaglie tra genitori e possono essere da questi strumentalizzati. Trasformare un fenomeno da sempre esistente in sindrome psichiatrica non è vantaggioso né per i figli né per i genitori e alimenta la conflittualità.
  10. L’Associazione GeA Genitori Ancòra è aconfessionale e apartitica. Le guerre familiari sono un problema non solo per gli interessati ma per l’intera collettività e dovrebbe vedere uniti tutti nella ricerca di forme condivise di pacificazione delle relazioni familiari.  Quando si propongono leggi di riforma del diritto di famiglia occorre che prima si ascoltino la comunità scientifica, le Associazioni, il volontariato, i mediatori familiari più esperti. No agli interessi di parte, ai pregiudizi ideologici e alla strumentalizzazione politica e mediatica.

La Presidente Chiara Vendramini

Il Direttore Scientifico Fulvio Scaparro