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Diffondiamo il comunicato congiunto che  CISMAI, AGEVOLANDO, CNCA, CNCM, VILLAGGI SOS ITALIA, PROGETTO FAMIGLIA

hanno fatto pervenire all’On. Sen. Rosanna Filippin, relatrice  della Commissione Giustizia del Senato e a tutti i  componenti del Partito Democratico in Commissione Giustizia del Senato della Repubblica.

Le Associazioni chiedono, attraverso questo Comunicato,  LO STRALCIO DELLE PARTI  DEL DDL 2284 RELATIVE ALLA GIUSTIZIA MINORILE e

l’avvio di un tavolo di lavoro rappresentativo di tutte le istanze che si occupano di diritti e di giustizia minorile, per dare il via ad una riforma che abbia come orizzonte e obiettivo la costituzione del TRIBUNALE UNICO PER  I MINORENNI E PER LE RELAZIONI FAMILIARI capace di superare le attuali distonie, frammentazioni, sovrapposizioni e carenze.

 

All’On. Sen. Filippin Rosanna
relatrice commissione giustizia del Senato
Ai tutti i componenti del Partito Democratico in
Commissione Giustizia del Senato della Repubblica:
Sen. Capacchione Rosaria
Sen. Cirinna’ Monica
Sen. Cucca Giuseppe Luigi Salvatore
Sen. Ginetti Nadia
Sen. Lo giudice Sergio
Sen. Lumia Giuseppe
Sen. Pagliari Giorgio

Roma, 12 luglio 2017
Oggetto: ddl 2284 (efficienza del processo civile) – relativamente agli articoli concernenti la Giustizia Minorile.
In riferimento all’oggetto – e tenuto conto dell’eventuale ripresa del dibattito in Commissione Giustizia del Senato del DDL in oggetto – riteniamo ancora necessario esprimere con determinazione il nostro totale dissenso in merito alla prevista abolizione dei Tribunali per iMinorenni e le Procure per i Minorenni così come abbiamo ampiamente e ripetutamente motivato – con competenza e chiarezza – da più di un anno attraverso numerosi convegni, documenti circostanziati diffusi e inviati alle parti coinvolte, incontri con Senatori e con la stessa On. Filippin e attraverso una petizione popolare che ha raccolto finora 26.192 firme di professionisti, operatori, responsabili istituzionali, cittadini e esponenti della società civile.
Abbiamo seguito da vicino e con passione l’iter del suddetto ddl,, abbiamo avuto modo di approfondire le diverse, successive proposte di emendamento 1.38 e riteniamo che quanto sta emergendo dal processo in atto – che peraltro coinvolge esclusivamente parte dell’avvocatura –
specializzata solo in materia civile – e della Magistratura, senza alcuno spazio dato alle altre 2 professioni e istituzione, associazioni e coordinamenti che quotidianamente accolgono, accompagnano minorenni e famiglie e assumo responsabilità piena nei loro confronti – mantenga e aumenti gli aspetti negativi e decisamente non condivisibili segnalati già all’avvio del confronto: un anno fa!
Questa riforma è destinata a far retrocedere il nostro Paese di almeno 50 anni in materia di cultura e di giustizia per i minorenni e per le loro famiglie.
L’allarme in proposito è stato lanciato da moltissimi autorevoli responsabilità nazionali e Europee: lo ha ricordato con chiarezza la Dott.ssa Albano – Garante Nazionale per l’Infanzia – anche nella  sua recente relazione al Parlamento; lo chiede Nils Muizneieks – Commissario per i Diritti Umani
del Consiglio d’Europa -con la nota circostanziata inviata al Presidente Grasso il 9 maggio u.s., lo sostengono la quasi totalità degli Operatori che lavorano a contatto con la Giustizia Minorile: Giudici Minorili, Avvocati specializzati, il CSM, i Garanti Regionali per l’Infanzia e l’Adolescenza, il Terzo Settore, gli assistenti sociali, gli psicologi, gli educatori e i rispettivi organismi di
rappresentanza nazionale.
Lo chiedono i ragazzi che hanno sperimentato la relazione con il sistema della Giustizia minorile.
Ma allora perché insistere? A chi giova questa riforma peggiorativa? Perché non fermarsi?
Siamo convinti che il sistema della Giustizia minorile vada e possa essere migliorato, ma non annullato e abolito.
Siamo convinti che l’orizzonte e l’obiettivo è quello di giungere alla costituzione del TRIBUNALE UNICO PER I MINORENNI E PER LE RELAZIONI FAMILIARI capace di superare le attuali distonie, frammentazioni, sovrapposizioni e carenze. Ma siamo anche convinti che la strada non è quella prevista dalla riforma in oggetto!
Siamo convinti che la riforma del sistema della Giustizia minorile debba implementare la cultura e la centralità dei diritti del minorenne , dove la centratura è sul progetto e non sul processo, sull’educare e non sul punire, sul sostegno al cambiamento piuttosto che sull’accertamento della colpa, debba valorizzare il diritto all’ascolto e alla partecipazione del minorenne piuttosto che enfatizzare il contraddittorio tra adulti, sia in ambito civile che in ambito penale. Ambito, quest’ultimo, considerato e riconosciuto come un vero “fiore all’occhiello” del sistema di giustizia italiano a livello europeo ed internazionale, come lo stesso Ministro Orlando ha ricordato all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2017, i cui dati bassissimi di recidiva dei minorenni i più
bassi d’Europa, ne sono una prova ineluttabile. È infatti paradossale che non si tenga minimamente conto nel dibatto sulla riforma, degli effetti della stessa su quest’ambito così importante, complesso e delicato.
Diventa dunque pregiudiziale irrinunciabile prevedere con chiarezza inequivocabile:
 La definizione del Tribunale unico per i minorenni e le relazioni familiari
 La garanzia di autonomia del Tribunale Unico, dotato di risorse adeguate
 La garanzia quindi di specializzazione e esclusività delle funzioni
 La garanzia di presenza dei Giudici Onorari quale garanzia di pluralità di sguardi nella co-costruzione di processi operativi e decisionali capaci di tener conto della peculiarità delle singole storie
 Il rispetto pieno delle titolarità e delle responsabilità istituzionali nella chiara e matura consapevolezza che la tutela dei diritti dei minorenni e delle loro famiglie non è questione esclusivamente legale ma richiede complessità di sguardi e di competenze
professionali
 La consapevole rinuncia al “contraddittorio estremo” quale unico modello per gli aspetti processuali (in ambito civile) che prevede il contraddittorio anche nella fase di indagine psico-socio-ambientale e nella fase di trattamento e sostegno considerando
l’attività svolta dai servizi sociali e sanitari (normativamente titolari della competenza in materia) a “carattere processuale” segnando, ancora una volta, una evidente non conoscenza e sottovalutazione delle diverse competenze che – con pari dignità –
assolvono al compito e alla funzione pubblica di tutela dei diritti dei minorenni e delle loro famiglie.
Siamo sempre convinti e RICONFERMIAMO che l’unica strada da intraprendere per migliorare e implementare davvero il sistema della Giustizia minorile continui a essere LO STRALCIO DELLE PARTI DEL DDL 2284 RELATIVE ALLA GIUSTIZIA MINORILE e l’avvio di un tavolo di lavoro rappresentativo di tutte le istanze che si occupano di diritti e di
giustizia minorile nel rispetto delle competenze, delle titolarità e delle diverse responsabilità evitando sguardi univoci e dunque imperfetti.
Firme
Agevolando | Cismai | Cnca | Cncm | Progetto Famiglia | Sos Villaggi dei Bambini Onlus