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Film del 2013 diretto da John Lee Hancock, con Tom Hanks ed Emma Thompson

“Saving Mr Banks”, o “La vera storia di Mary Poppins”, è un film su una bambina genitoriale e sui suoi disperati sforzi per farsi carico di un papà alcolista e sognatore e di una madre fragile e depressa. Nel film c’è un continuo slittamento temporale, quindi ai nostri occhi appare costantemente il confronto tra quella bambina, tenera, sognatrice ed innamorata del proprio papà, e l’adulta che poi è diventata…: una donna severa, rigida, austera e intollerante, che per 20 anni rifiuta di cedere i diritti del suo libro (“Mary Poppins”, appunto) a uno Walt Disney che ai suoi occhi avrebbe trasformato in un melenso cartone animato la drammatica storia della sua famiglia.

Solo ad un certo punto del film si capisce come sia stata possibile quella trasformazione: infatti, nonostante l’intervento di una zia che prende in mano la situazione familiare e riesce a mettere un po’ di ordine in una casa in cui il dolore e l’impotenza hanno invaso tutti gli spazi, gli sforzi della bambina non serviranno ad impedire che il papà muoia e a quel punto, forse, l’unica difesa possibile per affrontare la colpa (per il fallimento del proprio ruolo genitoriale) e il dolore (per l’abbandono di un padre tanto amato ma tanto fragile) è mettere un muro tra sé e le emozioni, tra sé e il mondo.

Nella vita di Pamela Travers (lo pseudonimo di scrittrice che la bambina sceglierà per sé da grande, usando il nome del padre) la zia è arrivata troppo tardi, così nel libro la scrittrice le dà una seconda chance e inventa Mary Poppins perché possa salvare il suo papà.

Quando Walt Disney capisce tutto questo, e finalmente riesce a vedere la fragile bambina dietro la donna austera, quando condivide con lei il bambino sofferente che anche lui è stato, Pamela gli affida i diritti del suo libro, si può finalmente fidare.

Walt Disney fa quindi in modo che nel film sia chiaro il compito principale per cui Mary Poppins è arrivata: deve “salvare il signor Banks”(il padre), fargli capire la gioia di costruire un aquilone per i suoi figli e riparare la ferita nell’animo della bambina/scrittrice.

I bambini hanno bisogno di qualcuno che provi a salvare i loro genitori, per poter essere salvati…..

Parole chiave: Bambino genitoriale, recuperabilità delle competenze genitoriali, self-disclosure