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29 gennaio 2019 da Agenzia Giornalistica

A parlare è Gloria Soavi, presidente del Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso dell’infanzia, che denuncia: “Vietare lo sbarco viola la legge Zampa e la Convenzione Onu”. E si dice d’accordo con il medico di bordo: “Non è possibile escludere episodi di autolesionismo” – “Chiediamo che siano fatti sbarcare e che siano garantite loro le cure necessarie, in modo che possano quantomeno ritrovare un po’ di speranza. Questa situazione è gravissima”. Gloria Soavi è la presidente del Cismai, il Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso dell’infanzia. “La scelta di non farli scendere viola la legge 47/2017 che stabilisce il divieto di respingimento per i minori di età, impone l’accoglienza in strutture idonee ed equipara il minore solo a un minore italiano senza genitori. Il principio di solidarietà e di protezione dell’infanzia è sancito anche dalla Convezione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che proprio quest’anno compie 30 anni”. Insomma, come spiega Soavi, a garantire il rispetto del supremo interesse del minore non c’è solo una legge nazionale, ma anche una convenzione internazionale: entrambe, però, non vengono rispettate. Sulla Sea Watch i minori sono 13, di cui 8 non accompagnati, tra i 14 e i 17 anni e mezzo. “Ragazzi che hanno subito maltrattamenti e torture – sottolinea Soavi –, costretti a convivere con traumi molto gravi e ferite aperte: hanno abbandonato le loro famiglie, hanno vissuto viaggi drammatici”. La presidente ricorda come non sia possibile retrocedere sulla tutela dei diritti dei minori: “Sta passando il messaggio sbagliato: quello che l’Italia sta dicendo oggi è che non hai diritto a essere accolto né guarito nemmeno se sei minorenne. Significa infrangere un patto di civiltà”. I ragazzi hanno subito traumi cronici, vissuto esperienze che hanno minato la loro personalità e che potrebbero provocare gravi conseguenze in futuro: “Il fatto che siano bloccati a un passo dall’Italia non fa che aggravare le loro condizioni. Le loro aspettative vengono continuamente frustrate. Vedono vicina la meta, raggiunta con tanta sofferenza, ma non possono toccarla. È una ri-traumatizzazione dalle conseguenze potenzialmente tragiche”. Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ha ricevuto la nota del medico di bordo della Sea Watch: un ragazzo non mangia da 48 ore e altri non stanno bene dal punto di vista psicologico. “Il medico non esclude che possano verificarsi episodi di autolesionismo”, ha dichiarato. “Assolutamente – commenta Soavi –: di fronte a un trauma così enorme possono optare per risposte di questo genere. Hanno perso fiducia e speranza, in se stessi, negli altri, nelle istituzioni. Sono completamente in balia degli eventi: se non si interviene, vanno presi in considerazione autolesionismo e depressione profonda. La loro vita è in pericolo”. Soavi definisce inaccettabile il non rispetto dei diritti dei minori: “Innanzitutto dobbiamo fare sbarcare questi ragazzini, poi dovremo aprire un ragionamento più ampio. Che fine fanno molti minori stranieri non accompagnati sul nostro territorio?”. Il riferimento è all’inchiesta di Milena Gabanelli: “Le autorità hanno segnalato la fuga dai centri di accoglienza di 5.229 ragazzini, tutti irreperibili”, ha scritto la giornalista. “Dove sono?”, si chiede Soavi. La risposta è pressoché scontata, come ricorda la presidente: in parte saranno riusciti a ricongiungersi con i loro familiari, altri, invece, saranno inevitabilmente finiti nelle mani della delinquenza e della tratta. “Una legge c’è, va rispettata e vanno trovate le necessarie coperture economiche. Non esiste alternativa”. (Ambra Notari)