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In questi anni si è sicuramente parlato maggiormente rispetto al passato della violenza all’infanzia, molti sono stati i passi avanti sia a livello scientifico che degli strumenti di cura, nonché sulle conseguenze traumatiche ad essa connesse. La competenza delle professioni impegnate nel suo contrasto e nella cura sono aumentate, ma ancora, nel nostro paese scontiamo ritardi nello strutturare un’azione complessiva con azioni coerenti ed efficaci. Ancora, purtroppo, dobbiamo sottolineare la mancanza di una raccolta dati a livello nazionale, che ci permetta di monitorare il fenomeno della violenza nel suo insieme e nella sua complessità, e di monitorare nuove e vecchie forme di maltrattamento.

Alcune recenti ricerche[1], anche se parziali, come avvenuto in passato[2], hanno cercato di fotografare questa realtà sempre troppo frequente. I numeri che emergono sono allarmanti e preoccupanti, poiché segnalano la presenza di forme gravi di maltrattamento, come l’abuso sessuale e la violenza assistita, connessa alla violenza domestica, fino alle forme estreme delle vittime di femminicidio, che necessiterebbero di un monitoraggio attento e scrupoloso. Il problema della mancanza di un piano organico di rilevazione precoce del fenomeno e di prevenzione, la crisi del welfare e le carenze organizzative dei servizi di tutela, incidono sulla presa in carico e sui sistemi efficaci di protezione, come conferma una ricerca sulle potenzialità di risposta, che è ancora difforme nel nostro paese. Infatti, non in tutte le regioni italiane abbiamo la stessa situazione, con una grave disparità per i bambini maltrattati ad essere presi in carico e curati, e quindi disattendendo ai loro diritti di avere uguali possibilità.

In questi anni è inoltre aumentata negli operatori la consapevolezza sulle conseguenze delle separazioni conflittuali sui bambini, che vivono varie forme di maltrattamento psicologico, triangolati nella contesa giuridica dei propri genitori, fino a manifestare depressioni, iperadattamento, stati ansiosi ed altro. Così come necessitano di esser visti e presi in seria considerazione tutti i minori di tre anni che sono collocati in carcere assieme alla propria madre detenuta e che con essa scontano, da innocenti, la pena. Se in molti casi l’impianto giuridico offre tutti gli strumenti per agire a favore dei minori in difficoltà, quasi mai e solo in poche privilegiate zone di Italia, queste si traducono in Servizi che materialmente prestano le cure necessarie. Attualmente larga parte dell’ambito di prevenzione e cura è lasciato nelle mani, volenterose ma non sufficienti, del privato sociale.

Uno degli antidoti consolidati da mettere in campo è quello di promuovere informazione e cultura a tutti i livelli, sollecitando la politica e fornendo ai professionisti maggiori strumenti di intervento, condividendo nello scambio formativo le più recenti acquisizioni della psicologia dell’età evolutiva, delle neuroscienze e della teoria dell’attaccamento. Sempre di più, come ci viene ricordato da molte ed efficaci esperienze straniere[3] la prevenzione primaria a largo raggio e l’attenzione a cure mirate per età, con approcci e formati flessibili di valutazione e cura, con combinazioni di tecniche verbali e non verbali[4], per curare le varie e complesse manifestazioni del trauma da maltrattamento.

Molte sono le frecce nel nostro arco per riconoscere la violenza su bambini, bambine, ragazzi e ragazze: diagnosi sempre più accurate, strumenti di assessment per individuare precocemente il trauma e le sue manifestazioni, per mettere in campo “tutto quello che serve con tutto quel che serve” come ci insegna F. De Zelueta.

Ci auspichiamo che l’anno che è appena cominciato, in cui festeggeremo i 30 anni dell’approvazione della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza trovi il nostro paese più preparato a fronteggiare il diritto a vivere in un mondo senza violenza.

Gloria Soavi e Rossana Carbone, Cismai

[1] Save the Children sulla violenza assistita, “Liberi tutti” Cesvi

[2] Cismai, Terre des Home, Autorità Garante(2015)

[3] Finkelhor, contributo al Congresso Cismai del 5 e 6 ottobre 2018

[4] Mark, contributo al Congresso Cismai del 5 e 6 ottobre 2018

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