COMUNICATO CISMAI Postato il 4 Luglio 2019

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Il Cismai è una comunità scientifica, non una fabbrica di mostri

Fin dalle sue origini, oltre 25 anni fa, il Cismai si è costantemente proposto, ai propri iscritti e alle istituzioni, come una società scientifica, un luogo di confronto e di elaborazione teorica delle buone prassi, sanitarie e sociali, nazionali ed internazionali, volte alla riparazione dei danni che il maltrattamento dei bambini provoca. 
Nel mantenere sempre il massimo dell’attenzione e del rispetto per i compiti delle Autorità Giudiziarie, senza il cui intervento il bisogno d’aiuto dell’infanzia per i più gravi danni rimarrebbe inascoltato, la preoccupazione principale che ci ha ispirato è sempre stata quella di realizzare strade percorribili per la  riparazione delle serie conseguenze che il maltrattamento provoca nei bambini e negli adolescenti. Non ci siamo mai proposti come concorrenti delle Società scientifiche italiane che
lavorano e approfondiscono gli aspetti giuridici di queste tematiche. Non ha senso contrapporre i loro documenti d’intesa ai nostri, perché dichiarano finalità e campi di applicazione differenti.  I Documenti d’intesa che abbiamo negli anni elaborato sono pubblici, parlano per noi. 
Ci dispiace e ci preoccupa essere dipinti come professionisti ossessionati dalla necessità di costruire mostri, come figure professionali pregiudizialmente ostili verso le famiglie che hanno problemi coi
figli. Ci indigna essere definiti complici di una strategia complottista allo scopo di creare falsi abusi.

I nostri documenti testimoniano quanta attenzione poniamo al diritto dei bambini ad avere un buon accudimento dai propri genitori. E’ del 2005 il nostro documento d’intesa sull’accompagnamento al recupero delle capacità genitoriali, ancor oggi attuale.  Nessuno può venirci ad insegnare quanto sia importante per qualunque bambino, posto dall’Autorità Giudiziaria fuori dalla propria famiglia, fare tutto quello che umanamente e professionalmente è sensato fare per ricucire quelle relazioni e riunire quelle vite. E, aggiungiamo, è indispensabile che questo lavoro sia fatto prima che le Autorità Giudiziarie debbano arrendersi e decretare un’adozione.
Tirare continuamente in ballo il Cismai ogni volta che un’inchiesta si occupa di errori o reati eventualmente commessi da operatori sta diventando stucchevole. Le nostre linee guida raccomandano la massima cautela “nell’evitare elementi di suggestione nel dialogo, sovrapponendo idee, ipotesi e sentimenti dell’adulto alla narrazione del bambino,
anticipando situazioni o particolari che possano condizionare il minore e alterare la qualità dell’ascolto
”. ( https://cismai.it/category/documenti/linee-guida-cismai/ )
Siamo peraltro i soli, come San Giovanni nel deserto, a parlare di prevenzione come strumento per arrivare prima che il danno sia fatto, prima che la violenza insorga, prima che i bambini siano esposti a maltrattamento. Perché prendersi cura delle bambine e dei bambini significa prima di tutto chiedersi cosa sia possibile fare per le loro famiglie, soprattutto per chi vive condizioni di fragilità, di disagio, di povertà. E toccherebbe alla politica mettere in atto un piano nazionale di prevenzione
se, come si dice, la volontà è quella di salvaguardare le famiglie.
Il Cismai non intende partecipare alla guerra che sembra essersi scatenata contro tutto il sistema dei servizi sociali del nostro Paese e non presterà il fianco alle strumentalizzazioni politiche a cui stiamo, purtroppo, assistendo. Ma difenderà il suo operato e le sue buone ragioni in tutte le sedi.
Se qualcuno ha sbagliato sarà la Magistratura a definire le responsabilità. Non siamo né giudici, né avvocati: il nostro fine sono la cura e la prevenzione del maltrattamento sui minori di età.
Il Direttivo CISMAI