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Ciò che è emerso dall’indagine sui servizi della Val D’Enza è sconcertante. E se quei fatti fossero confermati ci troveremmo difronte ad un vero e proprio disastro.
Siamo certi che la Magistratura farà luce sulle eventuali responsabilità dei singoli, responsabilità che si collocano su piani diversi ma che sono tutte riconducibili a comportamenti gravemente lesivi dei diritti dei minori e delle famiglie.
Va però scongiurato il pericolo che tutto il delicato sistema degli affidi, che per circa 14mila minori di età rappresenta una risposta reale alle loro temporanee difficoltà, e il lavoro che i tanti operatori svolgono con coscienza e dedizione siano messi in discussione: ciò comporterebbe un maggior danno, ancora una volta, per più fragili.
E’ importante che oggi tutti i soggetti che hanno un ruolo attivo nella cura dei minori di età, ordini professionali, associazioni, comunità, prestino una maggiore attenzione ai processi formativi e alle prassi di supervisione perché si possa giungere prima alla rilevazione di situazioni non chiare e a rischio. Questo ci aspettiamo che la politica faccia, senza strumentalizzazioni di parte che potrebbero mettere a rischio le tantissime esperienze positive e le buone prassi realizzate in questi anni. Non va mai dimenticato infatti che esiste un sistema di servizi a tutela dei minori che ogni giorno affronta con competenza la complessità di un mondo, quello dei minori in fragilità, con il solo obiettivo di mettere in sicurezza la vita dei bambini e dei ragazzi coinvolti. E basterà rileggere, per averne riscontro, la cronaca sulle pagine dei giornali.