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Gentilissima Presidente,
al termine dell’audizione che si è svolta oggi presso la Bicamerale Infanzia e Adolescenza, ci sentiamo costretti ad esprimere rammarico e profonda indignazione per le modalità in cui l’audizione si è svolta: modi e toni che meglio si adattano ad un dibattimento in aula di tribunale.
Convocati come esperti sui temi del maltrattamento e dell’abuso all’infanzia, dopo esserci stato concesso un tempo limitatissimo per esporre le osservazioni ed i suggerimenti su temi così complessi e per i quali eravamo stati invitati a portare il nostro contributo, le nostre
rappresentanti, dott.ssa Monica Micheli e dott.ssa Marianna Giordano, sono state invece interrogate a lungo – in particolare dal Vice Presidente Pillon che presiedeva l’audizione – sulle note vicende che hanno riempito le pagine dei giornali in estate, ed invitate ad esprimersi su questioni rese note dai quotidiani e che nel tempo sono state alcune smentite ed altre corrette. Siamo invece abituati a rispondere delle nostre opinioni e convinzioni su base scientifica e non siamo disposti a confrontarci su informazioni approssimative.
Nonostante sia stato esplicitato più volte il carattere culturale e scientifico del Cismai, la continua attenzione ai bambini ed al loro benessere, all’ascolto e alla cura dei loro genitori quando possibile, le audite sono state oggetto di un vero e proprio interrogatorio che mirava a ribadire l’esistenza di un sistema Bibbiano – peraltro già da mesi negato sulla base dei dati analizzati dal Tribunale per i Minorenni di Bologna competente per materia – in cui il Cismai sarebbe coinvolto.
Ci preme ribadire che non solo il CISMAI non è coinvolto nella vicenda “Bibbiano”, ma non vi è nessun procedimento a nostro carico. E se qualcuno commette reati o opera stravolgendo quanto viene dichiarato nei nostri documenti d’intesa, tutti pubblici ed ampiamente divulgati, noi non ci consideriamo minimamente coinvolgibili. Come società scientifica possiamo rispondere sulle nostre posizioni scientifiche, non come lavorano i
singoli professionisti.
Non è stato accolto l’invito ad essere centrati sui bambini, sulle vulnerabilità dei genitori, sulla necessaria alleanza e confronto che è cosa diversa dalla collusione e dal conflitto di interessi che sono stati insinuati, ai limiti della diffamazione e calunnia. L’audizione si è trasformata in una udienza di tribunale, durante la quale ci siamo sentiti accusati e le nostre rappresentanti sono state costrette a difendersi da accuse e insinuazioni gravi. Siamo
convinti che ciascun professionista impegnato con i bambini e le famiglie sia sempre tenuto a vigilare su sé stesso e sul contesto per non scivolare in errori a cui la complessità della tutela espone.
Esprimiamo viva preoccupazione relativamente al fatto che a fronte della mozione unitaria votata il 2 luglio 2019 alla Camera “Iniziative volte a prevenire e contrastare la violenza sui minori”, perché siano adottate misure politiche ed operative orientate alla prevenzione del maltrattamento e alla protezione e cura delle vittime, circolino ancora visioni pregiudizievoli sui servizi, i professionisti e le associazioni esposte quotidianamente al
contatto con la vulnerabilità, la violenza e il dolore, amplificando così la sfiducia nelle Istituzioni dello Stato e inficiando processi di miglioramento di sistemi e procedure, nel superiore interesse dei bambini.
Esprimendo fiducia nel Suo operato e in quello della Commissione, ci auguriamo che l’atteggiamento odierno di pregiudizio e condanna rispetto all’operato dei professionisti della tutela sia sanzionato, perché non debba più ripetersi.
Distinti saluti
A nome di tutto il Consiglio Direttivo Cismai
La Presidente
Gloria Soavi