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COMUNICATO CISMAI

In Italia manca un piano organico di intervento a contrasto del maltrattamento e dell’abuso sui minori di età. Ma la situazione, non facile, potrebbe persino peggiorare in diverse Regioni d’Italia per la mancata attuazione dei LEA .

“Se la grave sofferenza in cui si trovano alcuni centri specializzati non verrà affrontata e risolta, il rischio è che non si potrà garantire nemmeno la cura dei 100mila bambini e adolescenti segnalati ogni anno ai Servizi sociali”. Così commenta Monica Micheli, vicepresidente del CISMAI che oggi parteciperà all’incontro ‘Potenziamento della Rete regionale in materia di contrasto all’abuso e al maltrattamento ai danni di minori’ organizzato a Roma dalla Regione Lazio -Sistema Sanitario Regionale-.

“La decisione della Giunta Regionale del Lazio di aprire servizi specialmente dedicati ai bambini che hanno vissuto situazioni di abuso e/o di maltrattamento, fisico o psicologico, va nella giusta direzione: consentirà infatti una presa in carico dei minori di età vittime di violenza e renderà possibile la cura dei danni subiti grazie a specifici interventi terapeutici. Va sottolineato che l’iniziativa della Regione Lazio, così come quelle analoghe di Veneto e Puglia, incoraggia la strada terapeutica e l’intervento di cura affidato a psicoterapeuti e psicologi, in rete con i servizi sociali ed educativi territoriali. Inoltre la collocazione di questi servizi in tutte la ASL regionali moltiplica le possibilità di assistere tutti i bambini e gli adolescenti che per motivi diversi vivono in condizioni di fragilità. Curare oggi questi minori di età significherà, domani, avere adulti più consapevoli e meno portati a reiterare le forme di violenza subite. Anche attraverso queste scelte si realizza un primo modello, importante, di prevenzione e cura di un fenomeno grave che, proprio nelle ultime settimane, ha fatto registrare numerosi casi in cui è apparso evidente che un intervento preventivo, sia sulle vittime sia sulla famiglia, avrebbe potuto forse evitare il tragico epilogo che la cronaca ha descritto”.

L’indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia’ (CESVI 2019) evidenzia che dove l’offerta di servizi sul territorio è carente, il rischio legato al maltrattamento è più alto. “Il CISMAI -continua Micheli- esprime una forte preoccupazione per le sorti di numerosi centri messi in crisi dalla mancata attuazione dei LEA. Il passaggio dei servizi di cura per i minori di età dai Comuni alle Regioni sta avvenendo con molti ritardi, tanto che solo tre Regioni vi hanno provveduto. A luglio  -conclude la vicepresidente del CISMAI Monica Micheli- è prevista la chiusura dell’Istituto Toniolo di Napoli, un centro di vera eccellenza: che fine faranno i bambini più vulnerabili, quelli collocati nelle comunità e quelli vittime di abusi sessuali intrafamiliari? E’ inammissibile pensare che si disperda il lavoro terapeutico svolto fino ad oggi e con esso anche il denaro pubblico già investito. La prospettiva che tanti bambini possano essere abbandonati senza che gli sia consentito l’evoluzione di un dignitoso progetto di vita è inaccettabile”.