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Da Il Messaggero

L’isolamento, ma anche la paura. La casa protegge dal contagio ma non dalla violenza, per tante donne la quarantena rischia di diventare un inferno di botte, minacce e insulti senza nemmeno la possibilità di fuggire e chiedere aiuto. Telefonare al numero verde per le violenze, sempre in funzione. Ma come si fa se chi ti perseguita è lì accanto e controlla ogni movimento? Il caso della Cina inquieta: durante il blocco totale a Wuhan le violenze domestiche sono aumentate in modo preoccupante.

Come può chiedere aiuto una donna in pericolo, reclusa in casa?  In Spagna basta entrare in una qualsiasi farmacia e dire «mascherina 19», in spagnolo “mascarilla 19”, per denunciare la violenza.

Anche l’Italia segue l’esempio. #mascherina 1522″ è la campagna lanciata da “Staffetta democratica” per aiutare le vittime di violenza durante l’emergenza coronavirus. É questo il grido di aiuto che sarà raccolto dalle farmacie e da qualsiasi presidio sanitario, facendo scattare l’intervento delle forze dell’ordine. Il nome in codice che in Italia consentirà alle vittime di denunciare l’abuso senza neanche dover fare una telefonata.

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«Abbiamo inviato una lettera al premier Conte per richiamare l’attenzione sulle conseguenze che le restrizioni per  fronteggiare l’emergenza coronavirus possono avere nei contesti familiari segnati dalla presenza di maltrattamenti e violenze», spiega l’avvocato Andrea Catizone, promotrice dell’appello insieme alla professoressa Fabrizia Giuliani, docente di Filosofia del Linguaggio alla Sapienza. «Lo Stato deve far sentire la sua vicinanza alle vittime, non abbandonarle in questo momento. É necessario ristabilire un filo di dialogo con le donne costrette in casa e in pericolo, riattivare la fiducia nelle istituzioni. E per questo abbiamo chiesto che sia promossa una comunicazione pubblica per divulgare il numero verde antiviolenza e stalking 1522». Per chi non ha alcuna possibilità di chiamare, c’è il nome in codice #mascherina 1522

 

 

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