“Proteggere bambine e bambini”: dalla conferenza internazionale alla formazione sul campo

Presentato a Nashville, il progetto CISMAI sostenuto da Famiglia Puma Trust entra nel vivo con il primo appuntamento formativo per i medici in programma il 4 e 5 febbraio 2027.

Il progetto “Proteggere bambine e bambini: la sfida che ci guida”, promosso dal CISMAI con il sostegno di Famiglia Puma Trust, è stato presentato dal dottor Francesco Silenzi, componente del Consiglio direttivo CISMAI, all’International Conference on Shaken Baby Syndrome / Abusive Head Trauma, svoltasi a Nashville dal 22 al 24 settembre 2026.

Nel suo intervento, Silenzi ha approfondito il confronto tra il modello statunitense, che prevede una specializzazione pediatrica dedicata al maltrattamento infantile, e i differenti percorsi europei, evidenziando l’importanza di riconoscere tempestivamente i primi segnali di un possibile abuso.

È proprio sulla capacità di individuare precocemente le situazioni di rischio e attivare interventi appropriati che si concentra una delle principali attività del progetto: la formazione attraverso la simulazione di scenari realistici.

Il primo dei cinque moduli dedicati al personale sanitario si terrà il 4 e 5 febbraio 2027 presso il Centro di simulazione di Novara. Grazie alla partecipazione di tre attori professionisti e alla guida di un’équipe di pediatri e psicologhe, i partecipanti potranno esercitarsi nel ragionamento clinico, nella comunicazione con le famiglie e nell’attivazione della rete dei servizi.

Le successive tappe formative sono in fase di definizione, con Nuoro, Milano e Catania tra le sedi ipotizzate. Sono inoltre previsti due moduli rivolti a professionisti non sanitari, tra cui avvocati impegnati nelle funzioni di tutela e curatela.

Cura del trauma e ricerca sul maltrattamento istituzionale

Accanto alla formazione, il progetto prevede percorsi di cura del trauma per minorenni accolti fuori dalla famiglia di origine, con il coinvolgimento degli adulti di riferimento e la supervisione degli operatori.

La sperimentazione coinvolgerà quattro centri specializzati:

  • Artemisa, Firenze;
  • Centro TIAMA della cooperativa La Strada, Milano;
  • IEFCoS – Istituto Europeo di Formazione e Consulenza Sistemica, Roma;
  • Servizio di contrasto al maltrattamento e all’abuso all’infanzia della Fondazione Eos ETS, Napoli.

Un ulteriore ambito di intervento riguarda la ricerca sul maltrattamento istituzionale, finalizzata a individuare condizioni e pratiche che, anche all’interno dei servizi residenziali chiamati a proteggere i minorenni, possono determinare nuove esperienze di maltrattamento.

L’obiettivo è contribuire allo sviluppo di pratiche di accoglienza sempre più sicure, rispettose dei diritti e attente ai bisogni delle bambine e dei bambini.

Il progetto sarà accompagnato da attività di comunicazione e sensibilizzazione per promuovere una cultura della protezione dell’infanzia fondata sulla responsabilità condivisa.

A rappresentare questa visione è anche il logo del progetto: una mano che accoglie bambine e bambini, con il mondo sullo sfondo. Un’immagine che richiama il principio fondamentale secondo cui la protezione è un diritto di ogni bambina e di ogni bambino, ovunque viva.

Qui il comunicato integrale: Proteggere bambine e bambini news