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da calcioatalanta.it

Iniziativa formativo-didattica presentata oggi all’Accademia Mino Favini di Zingonia: coinvolte Questura e ATS “per uso consapevole del web”

L’Atalanta parte dai “Buoni Comportamenti” per prevenire gli abusi in rete dettando le linee guida dell’uso consapevole di internet e della tecnologia informatica. All’Accademia Mino Favini di Zingonia è stato presentato il progetto che vede coinvolte Questura, Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo e cooperativa sociale Specchio Magico Onlus. Destinatari, gli atleti del settore giovanile nerazzurro.

BUONI COMPORTAMENTI IN RETE. A spiegarne principi e scopi è la pedagogista del vivaio Lucia Castelli“Rientra in un accordo quadro con ATS e Regione Lombardia unendo salute, sport ed educazione per costruire una E Policy, una procedura regolamentata dell’utilizzo consapevole dei social network e della rete a tutela dei minori tesserati, circa il 90 per cento del totale. Come? Formando i giovani attraverso gli adulti: il nostro staff tecnico-medico-dirigenziale inizierà i corsi a gennaio, a febbraio si comincia coi genitori”.

COSTANZI, RADICI E PERCASSI JR. Introducendo l’evento, Maurizio Costanzi, responsabile del settore giovanile, ne ha definita la mission: “Società e Istituzioni sono in rete per un progetto educativo e culturale basato sul radicamento nel territorio. Siamo gli educatori dei millennial”. La Coordinatrice del progetto è Cristina Radici: “I miei tre figli giocano tutti qui, oggi noi genitori siamo disinformati e spesso spiazzati quando i bambini prendono in mano strumenti tecnologici: non si sa come li useranno. L’Atalanta forma atleti e calciatori, ma soprattutto uomini con regole etiche che si porteranno dietro tutta la vita”. Il marito, l’amministratore delegato Luca Percassi, punta sull’evocazione della figura legata alla location: “Non è un caso che si prendano le mosse dall’Accademia Mino Favini, uno che formava i giovani. Sentiamo il peso della responsabilità dell’accompagnamento della crescita umana e sportiva dei calciatori dai 6 ai 18 anni”. Stefano Bonaccorso, responsabile dell’attività di base, snocciola i numeri: “100 operatori sportivi per circa 600 tesserati compreso il settore giovanile femminile, 4 mila bambini all’anno nelle scuole calcio estive. I ragazzi sono i terminali delle nostre iniziative: aggiornamento e formazione sono necessari”.

 

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