Trauma estremo e della migrazione: una tavola rotonda

IMG_6001 Le persone che arrivano nel nostro  Paese, dopo aver affrontato "il  viaggio", per chiedere asilo e  ottenere lo status di rifugiato,  portano i segni di sofferenze ascrivibili a una diagnosi di trauma complesso e/o estremo (peraltro non contemplata dal DSM 5). Il percorso di cura – che può comprendere vari tipi di approcci  terapeutici – deve necessariamente tenere conto della storia personale, del suo intrecciarsi con la macrostoria del proprio Paese d'origine e dell’appartenenza culturale. Tutto ciò, inoltre, è attuabile soltanto in  un assetto di messa in sicurezza  emotiva e "concreta". Ne parliamo insieme a: Igiaba Scego, scrittrice, giornalista Franco Del Corno, psicologo psicoterapeuta, Milano Massimo Germani, psichiatra, psicoanalista, esperto di Patologie Post traumatiche complesse ed estreme, ospedale San Giovanni, Roma Paolo Oddi, avvocato esperto in diritto degli  stranieri, studio Incipit, Milano Carlo Pagani, psichiatra, responsabile del servizio  di etnopsichiatria, ospedale Niguarda, Milano
Data e ora

Data inizio

20/02/2016
15:41

Data fine

20/02/2016
Luogo
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