Trauma estremo e della migrazione: una tavola rotonda

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Le persone che arrivano nel nostro  Paese, dopo aver affrontato “il  viaggio”, per chiedere asilo e  ottenere lo status di rifugiato,  portano i segni di sofferenze ascrivibili a una diagnosi di trauma complesso e/o estremo (peraltro non contemplata dal DSM 5). Il percorso di cura – che può comprendere vari tipi di approcci  terapeutici – deve necessariamente tenere conto della storia personale, del suo intrecciarsi con la macrostoria del proprio Paese d’origine e dell’appartenenza culturale. Tutto ciò, inoltre, è attuabile soltanto in  un assetto di messa in sicurezza  emotiva e “concreta”.

Ne parliamo insieme a:

Igiaba Scego, scrittrice, giornalista

Franco Del Corno, psicologo psicoterapeuta, Milano

Massimo Germani, psichiatra, psicoanalista, esperto di Patologie Post traumatiche complesse ed estreme, ospedale San Giovanni, Roma

Paolo Oddi, avvocato esperto in diritto degli  stranieri, studio Incipit, Milano

Carlo Pagani, psichiatra, responsabile del servizio  di etnopsichiatria, ospedale Niguarda, Milano

Data e ora

Data inizio

20/02/2016
10:09

Data fine

20/02/2016
Luogo
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