Esporre una bambina al pubblico, che provenga da Bibbiano oppure no, strumentalizzare la sua storia, non proteggere il suo diritto alla riservatezza, vuol dire che di quella bambina, della sua storia, delle sue ferite, non ci si cura, vuol dire che tutti gli adulti intorno a lei stanno venendo meno al loro compito di tutelarla ed accompagnarla ad una crescita il più possibile serena. Vuol dire farle subire un grave maltrattamento psicologico. Il Cismai si augura che le autorità competenti prendano seri provvedimenti in merito a questa vicenda e che fatti analoghi non debbano più ripetersi.
Seconda tappa del Congresso Diffuso CISMAI: a Firenze il 29 maggio il focus sul maltrattamento istituzionale
Prosegue il percorso del Congresso Diffuso CISMAI 2026, che attraversa l’Italia con l’obiettivo di promuovere riflessioni e pratiche condivise sulla tutela dei bambini e delle