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Pubblichiamo la lettera che le socie di Artemisia hanno scritto al Sindaco di Vicchio relativamente alla nomina di un Assessore implicato nella vicenda del Forteto

Gentile Sindaco,
sono centinaia le vittime di abusi e maltrattamenti coinvolte direttamente o indirettamente nella drammatica vicenda de Il Forteto. Solo alcune di queste persone sono state riconosciute vittime in quelle sentenze del Tribunale di Firenze che, insieme al coraggioso lavoro di due Commissioni Regionali di Inchiesta, hanno ricostruito e narrato questa storia, nella sua estrema complessità.
Una storia, quella de Il Forteto, che è prima di tutto la storia di una gravissima disfunzione del sistema di tutela, che ha coinvolto oltre 80 bambini e bambine che vi sono stati collocati e pochissimi che vi sono nati, che in quel luogo hanno subito violenze sessuali, maltrattamenti fisici, violenze psicologiche, sfruttamento lavorativo, insieme a quegli adulti
che solo inizialmente hanno scelto di entrarvi e che nella Setta si sono poi trovati intrappolati.
Le responsabilità individuali esistono, certamente, ma questa terribile storia si é dipanata per oltre 40 anni in virtù di un intreccio di collusioni, complicità, superficialità, inadempienze, poteri contrapposti, ignavia, di politici, professionisti, funzionari e dirigenti pubblici.
Dal 2015 la Regione Toscana ha voluto, promosso e finanziato un progetto di sostegno per le persone uscite o in uscita da il Forteto cui il nostro Centro Antiviolenza ha lavorato in stretta collaborazione proprio con la Società della Salute del Mugello e ANCI Toscana, oltre che con FormAzione Co&SO Network. Abbiamo imparato nell’incontro con alcuni di questi ex bambini e bambine e nel nostro lavoro quotidiano di questi anni, che offrire
percorsi individuali di elaborazione delle esperienze traumatiche é solo una parte di quello che le Istituzioni sono chiamate a fare, se vogliono seriamente occuparsi di una gravissima forma di maltrattamento, quella nelle istituzioni di accoglienza, resa possibile dall’essere stati qui prima inseriti, e poi abbandonati, proprio da quelle Istituzioni che erano intervenute a proteggerli. Sappiamo che è necessario – e dovuto – che lo Stato, naturalmente anche per il tramite delle Amministrazioni locali, dia risposte chiare e coerenti e inneschi un processo di assunzione di responsabilità e consapevolezza.
Scriviamo nella speranza che Lei condivida la convinzione che anche di questo percorso ancora in atto, di assunzione di consapevolezza Lei risponde personalmente.
Per tutto questo, gentile Sindaco, non ritiene che sarebbe opportuno assumere un atteggiamento di cautela ed evitare di coinvolgere nella nuova giunta una figura inevitabilmente legata ad un passato tanto drammatico? La sofferenza di quegli 80 bambini e bambine fu il prodotto anche di un maltrattamento istituzionale (lo abbiamo di nuovo visto confermato nell’ambito del progetto europeo SASCA, ancora una volta
sostenuto anche dalla Sds Mugello e dalla Regione Toscana): un segno di discontinuità non sarebbe un segnale dovuto di ascolto e di rispetto verso quei bambini, oggi adulti, vittime di scelte pubbliche colpevolmente sbagliate?

Rimediare ad una decisione sbagliata è sempre un segnale prezioso di comprensione da parte di un politico, di un amministratore: non Le sembra pertanto necessario ascoltare la voce dei sopravvissuti e della società civile che da anni si occupa della vicenda Forteto?
Non Le sembra politicamente opportuno procedere alla sostituzione di un assessore la cui posizione rispetto alle vicende de il Forteto rimane quantomeno non chiara?
Crediamo che la ricostruzione del patto democratico di fiducia tra una comunità e le istituzioni che la rappresentano passi necessariamente anche da atti coraggiosi di assunzione di responsabilità. Lo chiediamo a Lei e anche al partito di maggioranza che la sostiene.

Centro Antiviolenza Artemisia Onlus