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da La Repubblica

di Paolo Siani

Il governo interviene con 400 milioni ai Comuni colvincolo di destinarli alle persone che non hanno i soldi per fare la spesa. Bene, si dia però più attenzione ai bambini che vivono in famiglie povere. In Italia, un bambino su otto non ha l’indispensabile per vivere. Sono un milione e duecentomila i bambini poveri in Italia, così distribuiti: 563mila nel Mezzogiorno, con una quota del 45%, 508mila al Nord (40%) e 192mila al Centro (15%).
C’è un divario enorme, come si vede, tra le varie regioni d’Italia. Inoltre In Emilia Romagna e Liguria i bambiniche vivono in famiglie con un livello di spesa moltoinferiore alla media nazionale sono 10 su 100, in Campania sono 37 su 100 e in Calabria 43 su 100.
Sono 280.000 i bambini costretti ad una alimentazione povera di proteine e verdure. La salute dei bambini è in questo momento in grave pericolo non solo per l’infezione da Coronavirus, che per fortuna li colpiscepoco e in forme non gravi, ma per le conseguenze delle misure di restrizione in cui sono costretti a vivere. Ci associamo alle richieste di un vasto gruppo di associazioni che si occupano di famiglie e bambini e chiediamo con loro misure urgenti per “andare incontro alle esigenze di protezione e per assicurare i diritti di tutte le bambine e i bambini, mettendo nelle condizioni i servizi sociali, scolastici, educativi, formativi e di altro genere di poter intervenire – con strumenti appropriati e con il coinvolgimento ove necessario della magistratura minorile – in tutte le situazioni di rischio e in tutte quelle legate ai diritti deiminorenni (tutela, protezione, istruzione, gioco,socialità, partecipazione, informazione adeguata)”. Serve un “decreto bambini”, così come chiedono appunto molte associazioni, da Agevolando a Anfaa, da
Cismai, a Cnca a Sos Villaggi dei Bambini, e tante altre che si occupano di infanzia e di famiglie in stato di vulnerabilità sociale. In questo momento, in cui i bambini non possono andare a scuola per la sospensione di tutte le attività educative, non possono liberamente correre nei parchi o all’aria aperta, bisogna prendersi cura di tutti loro e soprattutto di quelli in stato di vulnerabilità. Sono loro che ne hanno più bisogno. Non possiamo lasciar soli in questo momento proprio i più fragili, non possiamo non mettere al centro delle nostre riflessioni anche i bambini e le famiglie in stato di povertà educativa e materiale. Non possiamo lasciarli soli al loro destino. Bisogna limitare l’effetto negativo che hanno le necessarie misure di isolamento sociale sullo sviluppo dei bambini e allo stesso tempo promuovere risposte positive ai bisogni di sviluppo degli stessi bambini.
Servono pc, tablet, stampanti, un collegamento internet sufficiente a garantire ad ogni bambino la piena partecipazione alle attività educativo – didattiche a distanza promosse dai servizi educativi 0-3 anni e dalle scuole. Serve la fornitura di materiale di cartoleria, spesa alimentare, vestiario e generi di prima necessità. Serve sostenere le famiglie e in particolar modo quelle con reddito da lavoro saltuario e irregolare, che si stima comprendano oltre 4 milioni di persone, anche rendendo più flessibili le maglie del reddito di cittadinanza. Bisogna sostenere le famiglie
monoparentali. Si intervenga, allora, anche con un decreto, a tutela dei bambini nelle famiglie povere.
Per questi motivi, chiediamo che venga assegnato per ogni bambino in difficoltà un assegno unicointegrando il reddito di cittadinanza, anche
ricalcolando la scala di equivalenza. Così si aiutano le famiglie numerose e con figli, perché è lì che si annidapiù spesso la povertà. Ma bisogna farlo adesso. Ma ancor di più chiediamo che con coraggio si approvila proposta di legge a prima firma Del Rio sull’assegno unico per i figli fino a 18 anni, che prevede un aiuto economico molto sostanzioso per le mamme in gravidanza e per i bambini fino a 3 anni di età, con una quota di questo assegno che va direttamente ai comuni per i servizi alla prima infanzia.
Sarebbe un vero pilastro per il sistema di welfare del nostro Paese e un modo per uscire dall’epidemia più forti di prima. L’investimento economico sull’infanzia è infatti l’investimento più altamente produttivo che si possa fare. Coraggio, questo è il tempo del coraggio.
L’autore è pediatra e parlamentare del Pd