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DISOMOGENEITA’ DEI DATI DOVREBBE METTERE IN ALLARME LA POLITICA (DIRE)

 

“A 30 anni dalla Convenzione per i diritti del fanciullo, siglata a New York in questo stesso giorno del 1989, non possiamo non constatare i grandi passi avanti compiuti in questo ambito, ma allo stesso tempo sarebbe miope non vedere quanti minori di eta’, nel mondo e cosi’ anche nel nostro Paese, non godono ne’ della tutela e della protezione di cui hanno diritto, ne’ sono considerati i soggetti attivi di quei diritti inalienabili che la Convenzione declina: bambini soldato, bambini senza accesso alle cure, senza cibo, senza casa, senza scuola, senza tutela genitoriale, bambini che vivono gli orrori della guerra, bambini in stato di poverta’ materiale ed educativa, bambini esposti alla violenza diretta e assistita”. Lo dice in una nota Gloria Soavi, presidente del CISMAI, il Coordinamento italiano contro il maltrattamento e la violenza sui minori. In Italia, paese che ha ratificato con una legge la Convenzione, aggiunge Soavi, “ci sono oltre un milione e 260mila minori che vivono in condizioni di poverta’ assoluta. Alla poverta’ materiale si associa la poverta’ educativa e questi bambini, oltre a non avere cibo adeguato e sufficiente, corrono il rischio dell’abbandono scolastico, non saranno portati in viaggi di istruzione, non studieranno una lingua straniera, non andranno al cinema, non frequenteranno una palestra e non leggeranno libri.” “Dal 1993 il CISMAI e’ impegnato nel contrasto al maltrattamento e all’abuso. I numeri del nostro Paese, che risalgono all’ultima ricerca del 2015 -i cui dati si riferiscono al 2013- dicono che il 4% della nostra infanzia e adolescenza e’ vittima di abuso. La disomogeneita’ dei dati, tra Nord e Sud del Paese, evidenzia un ulteriore elemento di preoccupazione che dovrebbe mettere in allarme soprattutto la classe politica: strutture e servizi, possibilita’ e risorse non sono equamente distribuite sul territorio nazionale. Basti pensare che a fronte di una spesa sociale media annua per famiglia e minori di 172 euro pro capite da parte dei comuni, la Calabria si attesta sui 26 euro e l’Emilia Romagna a 316. Da anni, come coordinamento di servizi, chiediamo una cabina di regia e un osservatorio capace di aggiornare i dati a livello nazionale e che consenta quindi una programmazione degli interventi. Il CISMAI e’ impegnato a diffondere modelli di prevenzione, quali l’Home Visiting, perche’ non e’ tollerabile arrivare sempre dopo: dopo la violenza, dopo l’abuso, dopo il maltrattamento. Ma per essere in grado di realizzare un piano di prevenzione, cosi’ come ci raccomanda l’OMS, e’ necessario avere dati epidemiologici aggiornati e approfonditi. E’ in corso una nuova ricerca sul maltrattamento e l’abuso, curata da CISMAI e Terre des Hommes: per quanto questa sia una buona notizia, tuttavia si tratta di un’iniziativa che non fa parte di un piano strategico nazionale. Infine dobbiamo vigilare anche sui diritti acquisiti, in particolare sulla applicazione della Legge 172 del 2012, la ratifica della Convenzione di Lanzarote, e della Legge 66 del 1996 in materia di norme sulla violenza sessuale, che sanciscono il diritto di ogni minore di eta’ all’assistenza, in caso di abuso o sospetto abuso, delle varie figure professionali quali psicologi e assistenti sociali, ciascuna con le proprie specifiche tecniche d’intervento fin dall’inizio dell’iter giudiziario. Su questo specifico punto il CISMAI richiama l’attenzione di tutti i soggetti coinvolti poiche’ cio’ che non deve essere trascurato e’ l’obiettivo fondamentale, ossia la salvaguardia di tutte le tutele necessarie ai minore di eta’.” (Rai/ Dire)