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Oggi 20 novembre, giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, VITA ha organizzato l’incontro “Oltre il #Covid-19: una strategia per i bambini e gli adolescenti” in occasione della pubblicazione dell’11° Rapporto CRC.  Tra i relatori il Presidente del Cismai, Giovanni Visci. Di seguito pubblichiamo il suo intervento:

La presenza del CISMAI in tutto il Paese e le costanti interlocuzioni che abbiamo sviluppato dall’inizio della pandemia e continuiamo a intessere con i nostri professionisti e con i Centri aderenti, ci hanno permesso di andare oltre le cronache e di conoscere in dettaglio le conseguenze dell’epidemia sulle famiglie, sui bambini e sugli adolescenti, soprattutto su quelli che restano nascosti e di cui non conosciamo le sofferenze. E abbiamo anche conosciuto le grandi difficoltà che hanno vissuto e continuano a vivere, soprattutto al sud, i Centri e gli operatori coinvolti, spesso nella disattenzione degli Enti locali di riferimento.

La sofferenza, il disagio si sono espressi, come sappiamo, nella privazione della socialità, dell’educazione, del ricorso alle prestazioni sanitarie e terapeutiche – particolarmente gravi per i disabili – e, soprattutto nell’aumento dell’incidenza dei casi di violenza intrafamiliare, anche con esiti mortali, e sulle violenze in danno dei bambini, soprattutto dei più piccoli, con una sequenza di infanticidi davvero preoccupante.

Davvero preoccupante il futuro del nostro Paese se continua da un lato il calo della natalità e dall’altro l’aumento degli infanticidi.

Eppure, queste conseguenze dovevano essere tenute in considerazione, se ricordiamo quanto è successo in Grecia solo pochi anni fa !

Abbiamo assoluto bisogno che si ponga mano all’allestimento di un “sistema nazionale di raccolta dati” sulla violenza all’Infanzia in Italia, come esiste negli altri Paesi Europei e dell’OCSE e come ci viene ricordato dall’ONU, che consenta non solo di conoscere i numeri, ma anche i fattori di rischio, le tipologie, l’evoluzione nel tempo, così da attivare una decisa prevenzione che coinvolga tutte le istituzioni e le professioni coinvolte.

E intanto, chiediamo che vengano resi noti i dati della seconda indagine nazionale promossa da noi e da Terre des Hommes…. !

Approfitto anche per rinnovare gli auguri di buon lavoro alla dottoressa Garlatti, nuova Garante per l’Infanzia e l’adolescenza.

E, mentre va portata a compimento questa Indagine, abbiamo assoluto bisogno di conoscere i risultati dei lavori della Commissione parlamentare sull’infanzia e l’adolescenza, i tempi della ripresa dell’attività dell’Osservatorio per la pedofilia e la pedopornografia, verificando anche l’efficacia degli interventi già effettuati nella considerazione dei finanziamenti erogati e delle valutazioni sull’efficacia del loro utilizzo.

Tuttavia, alla luce dei contenuti del Rapporto del CRC, delle sollecitazioni dell’Agenda 2030, del Child Guarantee, e nella prospettiva dei progetti del Next Generation Eu, occorre che le Istituzioni del nostro Paese assumano il presente e il futuro dell’infanzia e dell’adolescenza come la più grande risorsa per il futuro del nostro Paese.

Diamo atto alla Ministra Bonetti delle iniziative e dei provvedimenti adottati e ne condividiamo gli obiettivi e i contenuti …. Tuttavia riteniamo che occorra andare oltre e ricondurre proprio al livello del Ministero della famiglia tutte le politiche per la famiglia e le persone di minore eta’ oggi disperse tra i diversi Ministeri e Agenzie assumendo, anche sul modello di altri Paesi Europei, interventi che coinvolgano in modo organico la fiscalità, la previdenza, gli incentivi per la natalità, le agevolazioni per la fruizione dei servizi socio – educativi, e altri in modo tale che anche gli interventi per la promozione della genitorialità – a partire dall’home visiting – non si esauriscano con la fine dei progetti, ma assumano una dimensione di permanenza.

Vorremmo anche che i diversi tavoli, Commissioni e Osservatori oggi esistenti trovassero una ricomposizione e che tutte le misure adottate fossero accompagnate da indicatori di risultato e, forse, da premialità per gli Enti e le Organizzazioni adempienti.

Concludo, sottolineando l’importanza e la necessità di guardare all’adeguamento e al potenziamento in tutto il territorio nazionale dei Servizi Sociali affinché siano messi nelle condizioni – negli organici e nelle professionalità – di conoscere e monitorare il territorio di competenza e di individuare i fattori di rischio, le opportunità e le risorse esistenti, comprese quelle rappresentate dalle organizzazioni del terzo settore e del privato sociale da coinvolgere.
Insomma, è arrivato il tempo di dare piena attuazione alla Legge “328” promulgata venti anni fa.

Forse, questa pandemia, insieme ai pesanti danni prodotti, ci offre l’opportunità di ridisegnare le politiche per le famiglie e per le “persone di minore età” e consegnare alle nuove generazioni un Paese più sicuro, più evoluto e più resiliente.