Per un Garante per l’infanzia e l’adolescenza in Toscana competente, autorevole, pienamente credibile.

La figura del Garante per l’infanzia e l’adolescenza richiede competenze tecniche specifiche, autorevolezza, indipendenza e piena credibilità nella tutela dei diritti dei minorenni.
Nella discussione pubblica in corso sulla nomina del nuovo Garante regionale è stato richiamato come questa non sia una funzione meramente simbolica, ma un’istituzione strategica che richiede capacità di dialogo con le istituzioni, conoscenza approfondita dei meccanismi di tutela e protezione dei minorenni e autorevolezza nel promuovere politiche efficaci. Proprio per questo, la scelta del futuro Garante non riguarda soltanto una nomina o una contrapposizione tra candidature, ma la credibilità stessa del sistema di tutela dei diritti dei minorenni, oggi profondamente messo in discussione nel nostro Paese.
La questione centrale è comprendere se la persona scelta unisca adeguate competenze, autorevolezza, autonomia di giudizio e credibilità, anche alla luce delle gravi vicende che hanno segnato la Toscana, così da poter garantire piena fiducia nell’esercizio di una funzione di garanzia che si caratterizza per la terzietà.
Una figura di garanzia deve inoltre essere percepita come pienamente indipendente, anche rispetto alle vicende istituzionali che hanno profondamente segnato il sistema di tutela regionale. L’indipendenza non è un elemento accessorio, ma una condizione essenziale per poter rappresentare senza ambiguità i diritti dei minorenni e la fiducia delle persone nei confronti delle istituzioni.
Nel 2023, lo Stato Italiano ha ammesso davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo le proprie responsabilità sul caso de Il Forteto, riconoscendo le violazioni dei diritti (art. 3 e 8 della CEDU – divieto di trattamenti inumani e diritto alla vita privata/familiare ai danni dei minorenni). Lo Stato ha inoltre riconosciuto che la vicenda del Forteto ha costituito una forma di maltrattamento istituzionale sistemico imputabile al complesso delle autorità coinvolte e ha ammesso una gravissima inadempienza rispetto alla sentenza Scozzari e Giunta del 2000, che avrebbe dovuto impedire ulteriori collocamenti e interrompere quelli già in essere. La Dichiarazione evidenzia inoltre come, in alcuni casi, proprio gli atti istituzionali posti in essere nell’apparente esecuzione della stessa sentenza abbiano contribuito al protrarsi del maltrattamento istituzionale.
Per questo invitiamo chi ha il potere di  decidere a riportare la discussione su competenze e credibilità, evitando che una scelta così importante sia determinata esclusivamente da dinamiche politiche. Riteniamo inoltre che il tema del Forteto, delle responsabilità istituzionali emerse da quella vicenda e delle conseguenze che ancora oggi segnano la vita di molte persone adulte e delle loro famiglie, profondamente danneggiate dal fallimento della tutela, non possa restare estraneo alla riflessione sulla scelta del futuro Garante regionale.

Chiediamo quindi che il Consiglio Regionale della Toscana compia una scelta capace di rappresentare senza ambiguità la tutela dei diritti dei minorenni, la credibilità delle istituzioni e di rafforzare la fiducia delle persone minorenni e adulte nel sistema di tutela, affinché esso sia realmente posto a garanzia dei loro diritti.
Cismai

Qui il documento integrale: Per un Garante per l’infanzia e l’adolescenza in Toscana competente, autorevole, pienamente credibile