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L’UCIPEM (Unione Consultori Italiani Prematrimoniali e Matrimoniali), una delle due aggregazioni dei consultori familiari di ispirazione cattolica, ha tenuto a Termoli dall’1 al 3 novembre 2019 il proprio XXVI Congresso nazionale, celebrativo dei 40 anni di attività, dal titolo “Child Abuse, prevenzione e cura delle relazioni familiari”.

L’UCIPEM comprende sia consultori che operano interamente su base volontaria sia altri che hanno in essere convenzioni con gli enti pubblici: impegnati ambedue a mantenere un alto livello di professionalità, arrivando anche in alcune regioni a coprire il fabbisogno di servizi consultoriali fino a un terzo. Punto qualificante, oltre all’alta motivazione anche ideale degli operatori, è la multidisciplinarietà dell’equipe che mira a coordinare in modo paritetico e integrato gli interventi necessari, quasi sempre molteplici, necessari alla persona e alla famiglia.

Le tre giornate di lavoro hanno avuto momenti di notevole interesse per gli argomenti trattati.

Il Cismai è stato presente  ai lavori, attraverso una relazione del dr. Raciti, consigliere nazionale, cui è stato chiesto di illustrare in generale in che modo il nostro Coordinamento lavora al contrasto del maltrattamento, e attraverso una relazione della dottoressa Marinella Malacrea dal titolo “Curare i bambini abusati” che ha ripercorso sinteticamente i punti chiave sul tema, dalla definizione, ai numeri, ai contributi delle neuroscienze, al funzionamento psicologico, agli interventi di diagnosi e di cura.

Forte è stato il messaggio di interesse alla comprensione psicologica e alla cura delle vittime di abuso sessuale e anche dei loro aggressori: varie relazioni hanno affrontato il tema a partire da diverse ‘teorie della mente’ e da diversi aspetti della cura, dando la chiara impressione di una consistente esperienza clinica e della consapevolezza della grande complessità di questi soggetti. Oltre ai vari relatori italiani,  nell’ultima giornata ha relazionato  anche una nota ricercatrice inglese, Christiane Sanderson.

Specificamente interessante è stata la presentazione delle Linee guida della Conferenza Episcopale Italiana sulla tutela dei minori e delle persone vulnerabili vittime di abusi sessuali in ambito ecclesiastico, documento pubblicato il 27 giugno 2019,  https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2019-06/abusi-tutela-minori-linee-guida-cei-vescovi-italia.html.  Questa iniziativa pare segnare una rivoluzione nel modo in cui la Chiesa risponde alla questione dei preti pedofili.  Molto sottolineato è stato il cambiamento di prospettiva, da comportamenti adultocentrici, e mirati alla salvaguardia della istituzione, a comportamenti che mettano al centro il bambino vittima, secondo gli insegnamenti evangelici. La gamma di interventi da inventare e mettere in atto abbraccia tutto l’arco che va dalla sensibilizzazione e formazione, alla prevenzione, al favorire l’emergere delle situazioni critiche, alla riparazione, alla cura: non dimenticando gli abusanti. Un compito certamente gravoso, attualmente in fase iniziale, per cui la Chiesa si attende il contributo attento dei consultori familiari di ispirazione cattolica.

A tratti emozionante l’intervento di monsignor Ghizzoni, nominato Presidente del servizio nazionale per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili nella chiesa, della CEI . Si sente anche forte la volontà di papa Francesco di chiudere per sempre con la posizione omertosa con cui in passato venivano affrontati questi casi. I vescovi italiani sono tenuti moralmente a sostenere e incoraggiare le vittime e i familiari nella denuncia anche alle autorità civili di questi reati, e a mettere  a disposizione testimonianze e atti del parallelo processo canonico; il termine di prescrizione del reato passa a 30 anni, che si prolunga in caso di vittime minorenni, aggiungendo ai 30 gli anni che mancano al compimento della maggiore età.

Durante questo Congresso si percepiva una grande attenzione verso i nostri temi e le posizioni scientifiche rispetto al maltrattamento, specialmente focalizzato sull’abuso sessuale: ciò non solo negli interventi dei partecipanti operatori dei servizi e delle altre articolazioni associative di base, ma soprattutto nelle autorità religiose, apparse molto ben sintonizzate con le posizioni in questo momento espresse dal Papa.

Sono stati preannunciati gli Atti del Congresso, in cui verranno raccolte le varie presentazioni: sarà interessante acquisirli e diffonderli.