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La scarsità di risorse economiche ha un impatto persistente sull’impegno scolastico , sugli esiti delle istruzioni e sulle aspirazioni individuali; inoltre, con la didattica a distanza si è ulteriormente accentuata la divaricazione tra le famiglie in grado di assicurare la disponibilità di risorse e di competenze tecnologiche e tra le famiglie e le aree del Paese che non possono accedere alla rete.

Non vanno trascurate le conseguenze sulla salute dei bambini e degli adolescenti, oltre a quelle sulla popolazione generale. Le indagini finora svolte, oltre a segnalare un ulteriore calo della natalità, registrano un significativo aumento dei nati-morti e una drastica riduzione dell’accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali.

Tuttavia, il capitolo piu’ doloroso riguarda le violenze ed i maltrattamenti subiti : dalla violenza assistita ai traumi cranici abusivi. Solo alla fine della pandemia saremo in grado di contare le vittime che le conseguenze della pandemia, soprattutto in termini di isolamento familiare e sociale hanno prodotto.

Quanti hanno a cuore il futuro del Paese, a cominciare dal Governo e dal Parlamento, non possono continuare a guardare all’infanzia e all’adolescenza con la sola logica dei “ristori” : questi servono e serviranno ancora per molti mesi, ma, nello stesso tempo, occorre mettere mano a misure strutturali che riducano il peso fiscale e previdenziale sulle famiglie con figli, la riduzione significativa dei costi per la frequenza degli asili – nido e dei servizi socio-educativi per la prima infanzia ed altri misure rivolte alle famiglie a basso reddito per consentire ai figli l’accesso agli studi superiori.

L’introduzione di misure di questo tipo hanno favorito la ripresa della natalità in altri Paesi Europei.

Il futuro dei bambini e degli adolescenti non è un “affare privato”, ma un “bene pubblico”, sancito anche dal programma Next Generation EU.

Giovanni Visci